Dicembre 2007 - Esposto-denuncia per le condizioni della struttura della condotta "Gennarini" a Lama/San Vito

La struttura dove si conclude l'infelice percorso di vita delle "acque bianche" cittadine è stata completamente devastata dai soliti vandali. Abbiamo deciso di documentare con varie foto l'accaduto e presentare regolare denuncia presso le autorità. Strano notare come qualche mese fa avevamo già proposto una denuncia proprio inerente lo stesso sito e nessuno, recintando la zona, si sia accorto di quello che c'è.

Il testo integrale, per dovere d'informazione trasparente, è riportato integralmente qui sotto. Se volete accedere alle foto del sito, cliccare sul link sottostante :

Foto della struttura

 

Alla Spett.le Procura della Repubblica di Taranto

Al Comando della Polizia Municipale di Taranto

Ufficio quartieri – Talsano 

Al Dipartimento di Prevenzione della ASL/1 di Taranto

Al Dipartimento Provinciale ARPA

Al Comando Provinciale della Guardia di Finanza

Al Comando Stazione Corpo Forestale dello Stato

 E p.c.  -  Alla redazione del Corriere del Giorno

Alla redazione di Studio100

Alla redazione di Tarantosera

Alla redazione di Ultim’ora

 

Il sottoscritto Dr. Walter Coccoli, in qualità di rappresentante legale dell’Associazione Culturale e di Volontariato “La Fontanella” denuncia quanto segue.

In località Lama precisamente in “Zona Battaglia” in via Mormore di fronte ai numeri civici 6 ed 8, lo scrivente ha avuto modo di constatare che ignoti hanno completamente devastato l’impianto della condotta sottomarina collegato al depuratore “Gennarini” causando ingenti danni alle strutture ed alle apparecchiature ivi presenti. La pericolosità del sito è estremamente alta poiché, come visibile nelle foto allegate, i tunnel di collegamento e d’ispezione sotterranei non presentano alcuna recinzione o serratura ed in questo stato divengono accessibili a chiunque in special modo ai bambini ed agli adolescenti. La struttura di recinzione è stata divelta in più punti divenendo inesistente e quella residua è pericolosa per la presenza di numerosi spuntoni di ferro. L’interno della struttura è stato inoltre saccheggiato, devastato ed infine incendiato. Inoltre è estremamente grave il fatto che una struttura pubblica sia completamente abbandonata a se stessa senza la dovuta vigilanza considerando le ingenti somme di danaro pubblico spese per la sua realizzazione.

Nel sito inoltre è presente una centralina elettrica dell’ENEL, si spera oramai inattiva, poiché completamente devastata e bruciata alfine di estrarne il rame. Sulle pareti di questa struttura sono ben visibili le scritte indicanti il voltaggio di corrente (20000 Volt) presente nelle macchine come evidenziato in foto.

Chiediamo di accertare le dovute responsabilità nella mancata vigilanza dell’impianto e nella mancata manutenzione ordinaria degli impianti, poiché attraverso essa, se fosse stata eseguita correttamente, le autorità comunali avrebbero potuto apprendere il problema ed agire di conseguenza. Chiediamo inoltre di sapere perché la struttura presentava dei sistemi di chiusura facilmente aggirabili come un semplice lucchetto prontamente devastato. Non v’è segno alcuno di inferriate alle porte (presenti invece alle finestre) così come non v’è segno alcuno dell’arredamento né tantomeno dell’unità interna dell’impianto di climatizzazione le cui funzioni ci risultano ignote.

Chiediamo inoltre di porre un rimedio alla situazione attraverso il risanamento della recinzione e dell’intera struttura e la chiusura dei numerosi pozzi di collegamento con le tubature. Si chiede inoltre che l’area attorno alla struttura possa essere bonificata dagli organi competenti, poiché teatro di discarica da numerosi anni dei materiali più disparati : pneumatici, paraurti d’auto, materiale di risulta, eternit e svariati barattoli con al loro interno quantità residue di vernici nocive per l’ambiente e per l’uomo. Chiediamo inoltre la verifica del manto stradale nel tratto adiacente la grande vasca delle acque reflue poiché presenta evidenti segni di cedimento strutturale che potrebbero causare il collasso della condotta sotterranea con conseguenze ben più ampie.

Tanto si comunica per quanto di competenza in ordine ai reati individuabili nei fatti sopra esposti con espressa richiesta di procedere nei confronti dei responsabili qualora detti fatti configurino ipotesi di reato perseguibile a querela.