Rassegna stampa

28 Maggio 2007 lunedì - Taranto sera

A Lama un residente della Zona Battaglia ha consegnato un esposto alla Procura

Come sprecare un paradiso naturale

Arvicole e ratti si godono a Taranto un panorama da sogno. E' quanto avviene nella frazione di Lama, alle porte della città, precisamente in Zona Battaglia, a dieci chilometri da Taranto. Un angolo suggestivo del territorio con uno specchio d'acqua da fare invidia ai migliori villaggi attrezzati e che, invece, viene sprecato, negato anche ai bagnanti e ai residenti della zona. Al posto di paesaggi che conducono a mare, un "mare" di rifiuti e di materiale di risulta.

Un quadro desolante che è oggetto di una denuncia di un residente della zona. Il signor Coccoli Walter ha scritto alla Procura della Repubblica, destinataria, insieme a diversi altri enti (tra i quali vigili e ASL) di un esposto dettagliato. Ha allestito anche un sito internet sulla problematica. Il residente a Lama, racconta di come ignoti tra marzo ed aprile abbiano scaricato in via Mormore notevoli quantità di materiale di risulta lungo il litorale (zona demaniale), praticamente sulla scogliera, nel quartiere dove abita, "rendendo la zona non più transitabile, chiudendo l'accesso al mare per i bagnanti e favorendo inoltre l'insorgere di una situazione igienico-sanitaria ambientale insostenibile per gli abitanti delle ville limitrofe e per i bagnanti stessi, tale da favorire lo sviluppo di arvicole e ratti"."Inutile dire che - aggiunge - grazie anche all'inciviltà dilagante, la spazzatura tende ad aumentare sempre più, in una zona dove residenti e villeggianti solitamente vanno al mare. La situazione igienica è alquanto deprecabile e con l'aumentare della temperatura estiva, costituirà un ottimo substrato per intere colonie di batteri".

Ad aggiungere rabbia all'amara constatazione di come un piccolo paradiso naturale possa trasformarsi in un luogo impervio e pericoloso il fatto che alla stessa situazione si assiste ormai da decenni. Per i residenti l'affaccio sul mare si è tramutato in una desolante visuale, una testimonianza di come la mano inopportuna ed incivile dell'uomo possa fare scempio di un patrimonio naturale inestimabile. I danni, quelli sì, andrebbero invece contati. Il residente di Lama aggiunge infatti che il materiale scaricato nel recente passato si è andato ad aggiungere ad altro materiale di risulta presente nella zona da circa una ventina d'anni "su cui mai nessuno ha cercato di fare chiarezza o perlomeno di rimuoverlo".

Sicuramente un "reato" contro la natura, Ma ora i residenti chiedono che sia fatta chiarezza sulla questione individuando eventualmente il reato - giuridicamente parlando - che ha causato tale scempio.